Pavel Sheremet sarà forse morto invano?

Pavel Sheremet

Pavel Sheremet


Un giornalista russo che è stato messo in prigione a soli ventisei anni con l’accusa di ricevere denaro dai servizi segreti stranieri. Condannato a 2 anni di carcere, fu rimesso poco dopo in libertà a seguito delle pressioni russe.
In questi anni ha continuato a raccontare ingiustizie e soprusi delle sue terre. Oggi, a quarantaquattro anni, è stato zittito per sempre. Ma le sue parole di denuncia riecheggiano e rimandano ad altro…

L’articolo dell’Huffington Post

Come non pensare a tutti gli insegnanti e i giornalisti arrestati in Turchia?
(Senza nulla togliere alle altre persone; perché di persone, innanzitutto, si tratta).
E come non ricordare che anche in Cambogia (negli anni ’70) l’intellighenzia, gli insegnanti e i giornalisti furono tra i primi a essere rinchiusi, eliminati, torturati, perseguitati?

La libertà di pensiero e di opinione fa sentire minacciato ogni tipo di regime, da quello delimitato da piccoli confini, come tra le mura domestiche, a quello sconfinato delle nazioni, fervente dibattito geopolitico.

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