#Leggi e il #titolo lo metti #tu!

FirmatoBello festeggiare le vittorie personali con chi ti apprezza!
Voglio spezzare una lancia a favore dei social:
per esperienza personale, posso affermare che uniscono, non dividono.
Ho trascorso anni a studiare, davanti al computer e sui libri.
Nelle pause del mio instancabile lavoro, scrivere, condividere foto, commentare,
leggere commenti, mi ha fatto tanta, tanta compagnia.
Amicizie virtuali che mi hanno sostenuto, sempre presenti, sempre molto discrete.
E scoprire chi, come me, difficilmente esce il sabato sera,
chi, come me, fa le tre del mattino, a scrivere e studiare
e commuoversi o ridere fino a star male davanti a un film.
Festeggio il mio nuovo contratto editoriale,
dopo anni di “assenza volontaria”.
Mi auguro il primo di tanti…

Pavel Sheremet sarà forse morto invano?

Pavel Sheremet

Pavel Sheremet


Un giornalista russo che è stato messo in prigione a soli ventisei anni con l’accusa di ricevere denaro dai servizi segreti stranieri. Condannato a 2 anni di carcere, fu rimesso poco dopo in libertà a seguito delle pressioni russe.
In questi anni ha continuato a raccontare ingiustizie e soprusi delle sue terre. Oggi, a quarantaquattro anni, è stato zittito per sempre. Ma le sue parole di denuncia riecheggiano e rimandano ad altro…

L’articolo dell’Huffington Post

Come non pensare a tutti gli insegnanti e i giornalisti arrestati in Turchia?
(Senza nulla togliere alle altre persone; perché di persone, innanzitutto, si tratta).
E come non ricordare che anche in Cambogia (negli anni ’70) l’intellighenzia, gli insegnanti e i giornalisti furono tra i primi a essere rinchiusi, eliminati, torturati, perseguitati?

La libertà di pensiero e di opinione fa sentire minacciato ogni tipo di regime, da quello delimitato da piccoli confini, come tra le mura domestiche, a quello sconfinato delle nazioni, fervente dibattito geopolitico.

Da #Tarzan a George Washington Williams, passando per Alice Seeley Harris

Come un film d’intrattenimento può spingere a investigare e riflettere.

La campagna per i diritti umani 1890-1904.

George Washington Williams

George Washington Williams

«La campagna per i diritti del popolo congolese aveva preso avvio dalla lettera aperta che George Washington Williams, pastore protestante, storico e avvocato afroamericano, indirizzò a re Leopoldo II il 18 luglio 1890 in cui denunciava le uccisioni, le torture, il lavoro forzato e il commercio di schiavi che insanguinavano e spopolavano il Congo. In quel breve scritto Williams anticipava tutti i temi principali che saranno al centro della campagna umanitaria che si avviò dieci anni più tardi». (Bruna Bianchi)

Alice Seeley Harris

Alice Seeley Harris

Leggi chi era Alice Seeley Harris e che impatto hanno avuto le sue foto

In english

Non fare il #bastardo. Campagna contro l’#abbandono degli #animali.

E così mi sono inventata una campagna… in città. 😉

Lo chiamerò Felice, non saprei come altro battezzarlo. E questo è il suo video.

Gae Aulenti
Bastano una passeggiata con una ragazzina molto speciale, Clara,
i suoi occhi che s’illuminano alla vista di tanti libri,
un gelato ai “gustichevoglioio”
e un piccolo cane gioioso in un giorno di sole per viverti come sei e bastarti…
Non fare il bastardo, non abbandonare il tuo cane.

Mi faccio in 36 (36 ore) – Kermesse di cabaret di Dado Tedeschi ‪#‎arci‬ ‪#‎milano‬ ‪#‎cabaret‬

Kermesse di cabaret (36 ore). Un evento a Milano da non perdere, assolutamente.

Un modo originale
per rivederci tra tanti colleghi comici e tra amici
per incoraggiare il mio amico Dado Tedeschi (che non dormirà per 36 ore)
e per sostenere la causa benefica che abbiamo abbracciato.
Quale? Scopritelo insieme a noi!

Tina

Tina

Dado

Dado

Ecco il cast (ma si aggiungeranno altri comici) della 36 ore di comicità (Mi faccio in 36), che si terrà da mezzogiorno del 25 giugno alla mezzanotte del 26 all’Arci Turro di via Rovetta, 14, Milano.
A fianco al mitico autore, scrittore, comico, ma soprattutto amico Dado Tedeschi ci saranno (in rigoroso ordine alfabetico), Valerio Airò, Beppe Altissimi, Luca Anselmi, Chiara Avanzo, Armando Benedetto, Dario Benedetto, i Bonus Malus (Stefano Ramella e Mattia Benedetti), Attilio Borra, Alessandra Carola Brambilla, Maurizio Bronzini, Clara Campi, Nicola Camurri, Stefania Carcupino, Tommaso Casolino Marco Champier, Massimo Costa, Pietro Di Giorgio, Andrea Di Marco, Arturo Di Tullio, Pietro Diomede, Davide Fabbrocino, Filippo e Attilio (Filippo Caccamo e Attilio Nazareno Pane), Claudio Fois, Laura Formenti, Andrea Frignani, Carlo Giuffra, Jenky (Giancarlo Jenky Comi), Giuseppe Lodetti, Argeo Carmelo Longhitano, Roberto Lucini, Giorgio Magri, Laura Martelli, Francesco Saverio Menichella, Davide Messina, Lavinia Minetti, Katia Tilda Morales, Enrico Nobili, Daniele Ettore Orsini, Gianpiero Perone, Massy Pipitone, Max Pisu (Massimo Pisu), Ciccio Rigoli, Francesco Rizzuto, Carlo Scardovelli, Gabriele Scanziani, Efisio Sergi, Spezzati Ruben Cabaret, Davide Spadolà, Carmen Troiano (Carmen Rainbow), Tracataiz Tracataiz, Tina Venturi, John Vincent, Danilo Vizzini, Larry White, Henry Zaffa, Claudio Zucca.
Vi aspettiamo!

Psss! Pss! (non è Post scriptum, è Psss di “bisbiglìo”)
In anteprima vi svelo quando ci sarò io: il mio intervento è previsto per sabato 25 giugno alle 21.
Ma non ditelo a nessuno!

#Black #Milk uno spettacolo di spettacolo

L'attore Vilis Daudziņš legge un racconto. Mhmmm, bello!

L’attore Vilis Daudziņš legge un racconto alle sue attente, ruminanti ascoltatrici. Mhmmm, che bella storia!

Spettacolo programmato dal 9 all’11 giugno alla Triennale di Milano.
Evento passato, ma che non è passato inosservato. Per questo ne parlo.

Si racconta la vita delle mucche, della loro sensibilità, delle loro abitudini, attitudini, della loro “umanità”. Quanto sono affettuose, come si relazionano con i loro padroni (soprattutto donne contadine, in Lettonia). Le mucche piangono, sono gioiose, alcune tendono a scappare, spariscono per ore in mezzo al bosco, poi ritornano. Si vocifera che se ne vogliano andare in India…

Si narra della vita dei contadini, soprattutto delle contadine. Attrici che interpretano contadine e mucche magistralmente e indifferentemente. Nomi di attrici lettoni, ma che voglio citare tutte perché meritano veramente: Jana Civzele, Iveta Pole, Liena Smukste, Sandra Klavina, Kristine Kruze, Elita Klavina.
Un unico uomo, nel ruolo del contadino e del toro. Emblema di forza, pazzia, vizio e, spesso, stupidità.

Tutti attori bravissimi, con una formazione eccellente. La loro forza sono l’istintualità, il grande spirito di osservazione, la versatilità, la tecnica, il talento, il rigore, la preparazione e un grande regista.
E il pubblico reagisce meravigliato nel vedere belle donne trasformarsi in simpatiche mucche, ognuna diversa dall’altra, ognuna con il suo carattere. Perché la contadina lo sa: ogni mucca ha il suo carattere.

Uno spettacolo che si ascolta e osserva con grande attenzione. Recitato in lettone e in “mucchese”, e tradotto in simultanea nelle apposite cuffie; che ho prontamente tolto nel momento in cui il mercante racconta in che modo l’animale viene soppresso.

Il testo teatrale è di Alvis Hermanis, che ha firmato anche la regia dello spettacolo, un autore lettone che ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali.
Impossibile non cogliere nella sua pièce influenze brechtiane o di Gogol.

Sono tornata a casa dai miei gatti e ho dovuto far loro un bel discorsetto.
Ragazzi, ora so tutte sulle mucche (che da oggi rispetterò molto di più).
Sapete che differenza c’è tra un gatto e una mucca? (Clicca sull’immagine se vuoi leggere il testo)
Le differenze tra mucca e gatto_Gr

E ho concluso dicendo loro: quindi, con me non fate troppo i furbetti.
Se ne sono andati facendo i finti tonti.
Al prossimo giro, invece di un gatto mi prendo una mucca. Ma la vizio come un gatto!

Fuori dalla Triennale

Ah, dimenticavo, il Black Milk è il latte nero che fa la mucca quando non sta bene ed è agitata.
Ora che vi ho svelato qualche segreto sulla mucca lettone, me ne vado nel mio lettone!

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